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Dal 6 dicembre le nuove regole del Super Green Pass

Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge anti Covid (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 novembre). Il nuovo provvedimento del Governo, rappresenta una sorta di “stretta finale” per i non vaccinati, ed introduce anche un cambiamento importante che tocca il mondo del turismo e quindi anche dell’agriturismo.

La linea è quella di evitare altre chiusure.

Per un periodo transitorio dal 6 dicembre 2021 al 15 gennaio 2022 (salvo proroghe) il green pass si sdoppia:

Il super green pass o green pass rafforzato è un certificato verde che spetta ai soli vaccinati e ai guariti dal Covid-19. Consente ai possessori di evitare le restrizioni legate alle zone gialle e arancioni. E dunque permette una maggiore libertà nella vita sociale.

Il Green pass ‘base’, ossia quello che si ottiene l’esito negativo del tampone antigenico o molecolare, sarà valido non solo per recarsi nei luoghi di lavoro ma anche per soggiornare negli alberghi e quindi negli agriturismi che hanno le camere.

La novità del decreto rispetto ai mesi precedenti è pertanto la seguente: finora era possibile entrare in hotel e in agriturismo liberamente e i clienti dovevano esibire il certificato verde solo per accedere ad alcune zone della struttura, come le piscine e le saune. Non era invece richiesto per i ristoranti all’interno degli hotel, almeno non per i clienti che pernottavano nella struttura.

Dal 6 dicembre, invece, le regole cambieranno e si potrà accedere agli alberghi ed agriturismi con pernottamento, solo se in possesso almeno del Green pass semplice. Quindi, per entrare negli alberghi ed altre strutture ricettive, anche in zona bianca sarà necessario esibire il green pass «base», e cioè avere un tampone molecolare con esito negativo (valido 72 ore) o antigenico con esito negativo (valido 48 ore).

All’interno delle strutture servirà poi il green pass base per accedere ai ristoranti, ma soltanto per chi alloggia, e nelle piscine, nelle palestre, nei centri benessere e negli spogliatoi.

In zona bianca e gialla resta libero l’accesso ai bar e ai ristoranti all’aperto. Non serve nessun tipo di certificato neppure per la consumazione al bancone del bar o per acquistare cibo o bevande da asporto.

A partire dal 6 dicembre in zona bianca il green pass «rafforzato» consentirà l’accesso in tutti i locali pubblici al chiuso. Il decreto contiene la lista dei luoghi dove, in zona bianca, possono accedere soltanto le persone vaccinate o guarite. Si tratta di:

– spettatori di eventi sportivi (quindi stadi e palazzetti dello sport);
– ristorazione al chiuso (quindi bar, ristoranti e quindi anche agriturismi con ristoro, pub, pasticcerie);
– feste e discoteche;
– cerimonie pubbliche.

Stesse regole per il super green in zona gialla che però è “strutturale” e non temporale.

In ipotesi di passaggio in zona arancione, le restrizioni e le limitazioni non scattano, tuttavia alle attività possono accedere i soli detentori del Green Pass rafforzato. Quindi, si allarga l’ambito di applicazione del super green pass in arancione. In questa zona non ci saranno più chiusure. Restano aperte tutte le attività che con la normativa vigente chiuderebbero (in zona gialla e arancione, gli spostamenti vietati sono consentiti a chi ha la certificazione verde rafforzata).

In zona rossa le restrizioni attualmente in vigore si applicheranno anche a chi ha il green pass «rafforzato».

Ci sarà un aggiornamento della app “Verifica C19” di controllo: non cambierà il Qr Code, ma sarà disponibile un nuovo sistema di lettura, da utilizzare, per gli addetti ai controlli, nelle situazioni in cui è richiesto il super pass, che riconoscerà come validi solo i certificati rilasciati ai vaccinati e ai guariti. Un’altra funzione, invece, permetterebbe di validare anche i pass base ottenuti con il tampone.

I controlli saranno inoltre intensificati. Il decreto prevede che il prefetto territorialmente competente, entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto, sentito, entro tre giorni, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, adotterà un piano per controlli costanti, anche a campione, avvalendosi delle forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria) e del personale dei corpi di polizia municipale con qualifica di agente di pubblica sicurezza. Il prefetto dovrà trasmettere al ministro dell’Interno una relazione settimanale dei controlli effettuati nell’ambito territoriale di competenza.

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