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Nel “Regno del Marrone” della famiglia Rontini

CASTEL DEL RIO (BO) – Il Marrone di Castel del Rio IGP è ormai noto come prodotto d’eccellenza, che ha trovato una sua importante nicchia di mercato, ma anche le aziende agricole che lo producono hanno dovuto, nel corso degli anni, trovare nuove strategie per valorizzarlo e dare ai consumatori prodotti trasformati che consentissero di gustarlo non solo fresco ma anche nel corso dell’anno. Tra queste c’è anche “Il Regno del Marrone”, l’azienda agricola – e da quest’anno anche agrituristica – che coltiva un castagneto di 40 ettari appartenenti alla famiglia Rontini da oltre cent’anni.

“Anche se i primi documenti ufficiali della vendita di marroni sono del 1957 – spiega Monia Rontini che lavora in azienda insieme ai genitori – la nostra famiglia possiede il castagneto dagli anni ’20 del Novecento. Cent’anni di tradizione legati alla produzione del marrone in un territorio che fa letteralmente parte di noi perché ci ha davvero “rubato” il cuore. D’altra parte, soprattutto per i giovani agricoltori, non è facile scegliere di lavorare in collina o montagna, dove è forse ancora più difficile avere marginalità, quindi amare il territorio e avere l’obiettivo di preservarlo e valorizzarlo è una condizione indispensabile per rimanere. In azienda – continua Monia – abbiamo messo in atto nuove strategie per trasformare il marrone e dare ai nostri clienti prodotti innovativi, che guardano a un mercato più “moderno”. Per questo produciamo maroni essiccati, creme e farine che si avvalgono della certificazione di prodotto biologico, vegano, senza glutine e crudo. Voglio sottolineare quest’ultimo aspetto perché si tratta di una vera particolarità. I marroni per essere trasformati devono essere prima essiccati e noi lo facciamo con il calore della legna di castagno a una temperatura massima di 40 gradi per circa un mese e mezzo. In questo modo, a differenza delle lavorazioni industriali più rapide perché effettuate ad alte temperature, conserva valori nutrizionali e olfattivi straordinari. Per ottenere la farina, poi, utilizziamo ancora il vecchio mulino a pietra che funziona grazie alle energie rinnovabili e in questo modo la farina rimane “cruda”, visto che in nessuna fase del processo viene “surriscaldata” a temperature elevate. Anche le nostre creme sono al 100% vegane perché non vengono aggiunti grassi animali e sono prive di glutine perché maciniamo unicamente farina di marroni e non c’è rischio di contaminazione con i cereali. Pensiamo così di andare incontro alle persone che hanno fatto determinate scelte alimentari o che hanno particolari problematiche, anche se naturalmente i prodotti sono perfetti per chiunque, visto che le ottime proprietà nutrizionali del prodotto rimangono inalterate. Oltre alla vendita del marrone fresco e trasformato abbiamo scelto recentemente di ampliare l’offerta con una fattoria didattica, aperto non solo ai bambini ma anche agli adulti che vogliono conoscere e scoprire il castagneto, le peculiarità del marrone e la sua trasformazione, trascorrendo una giornata all’aria aperta e pulita. Voglio ricordare, infatti, che il castagneto e il terreno dove si trova che non è “sfruttato” contribuiscono fortemente al sequestro di carbonio dall’atmosfera. Inoltre, ad agosto 2022 abbiamo aperto l’agriturismo, un’intera casa ristrutturata che affittiamo per pernottamento ma anche per l’organizzazione di eventi privati e feste in mezzo alla natura. Differenziare le attività è essenziale, visto che da diversi anni il marrone sta subendo gli attacchi della vespa cinese, un insetto che anche l’anno scorso era presente nel 40% circa delle piante. Per noi si tratta naturalmente di una perdita di prodotto e di reddito importante che ci impedisce di garantire la fornitura ai nostri clienti sia di marrone fresco che dei prodotti trasformati. Però tra un anno pessimo e uno discreto cerchiamo ancora di compensare e di guardare avanti, anche perché lasciare la nostra terra e il nostro castagneto è davvero impensabile”.

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